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contenuti > Diagnostica Hameriana
La casa editrice Macro ha in catalogo il libro:
Traumi e Malattie, Guida alla Risoluzione dei Conflitti a partire dal metodo Hamer
(Alessandro Spreafichi - Marco Pizzi)
Si tratta di un libro che contiene sperimentazioni e scoperte cliniche . C'è una parte dedicata alle dhs , cosa sono davvero ( Hamer non ha indagato sul versante psichico perchè gli mancano le basi), si passa poi alle condizioni psichiche necessarie per avviare un processo di risoluzione ( conflittolisi ) , proseguendo troverete interi capitoli sulle situazioni familiari paradigmatiche di un tipo di malattìa piuttosto di un altro , così da comprendere la propria situazione e sapere su quali nevrosi intervenire, inoltre si espongono alcune nozioni di medicina ufficiale in modo chiaro e semplice (utilissime); si attraversano la fisica quantistica e le connessioni con Hamer; ci sono poi filosofie e cliniche del pensiero utili all’elaborazione . Capitoli circa la struttura ospedaliera utile alla conflittolisi ( assai diversa da molte di quelle attualmente esistenti) , si conclude con casi clinici e sintesi degli autori .La bibliografìa proposta è inoltre un ausilio fondamentale per elaborare le strutture psico-fisiche che attengono all’indipendenza (decondizionamento per fare “scattare” i relèe ) .
...tratto dal libro ...un esempio .
Il mondo della ricerca medica ,senza saperlo ,conferma le leggi di Hamer .
Le pagine che seguono dimostrano che le leggi scoperte da Hamer hanno precorso i tempi della ricerca , ma in tutto il mondo essa avanza e si sta interrogando su cose che noi Hameriani conosciamo meglio delle nostre tasche ! Abbiamo deciso di elencare alcuni degli esperimenti ( con nomi e cognomi dei ricercatori) – spessissimo medici – che si stanno scervellando per capire qualcosa che le leggi già spiegano perfettamente . Il lettore non avrà alla fine alcuna difficoltà a fare uno più uno ...ed uscire ancòra più empiricamente certo circa le leggi e il decorso delle malattìa , tema di questo manuale .
Ricerca 1 : I neurologi dell’ospedale di Denver ( Colorado ) alla fine degli anni Novanta hanno , guidati dalla professoressa Cynthia McRae , deciso di fare un esperimento su soggetti affetti da Morbo di Parkinson . In quell’ospedale infatti già da tempo era prassi un intervento chirurgico di grande efficacia per ridurre in modo significativo il “consumo neuronale” indotto dal Parkinson . Essi infatti , sotto la guida del professor Curt Freed avevano inventato una procedura di impianto di cellule fetali sotto il cuoio capelluto ottenendo lusinghieri risultati . Ma vollero ( Cynthia McRae in testa ) fare un esperimento : su un gruppo di controllo di malati non un intervento con innesto bensì un intervento placebo senza innesto .
I pazienti vennero pertanto operati chirurgicamente e fu loro detto che avrebbero subìto l’impianto ma in realtà vennero aperti e ricuciti senza alcun impianto . Quali risultati e differenze si ebbero tra il gruppo campione ( placebo ) e quello controllo ( impianto reale ) ?
L’equipè pubblicò il rapporto in “Archives of general psychiatry “ ; gli sperimentatori utilizzarono la scala di valutazione internazionale per la qualità della vita e i sintomi dei Parkinsoniani ( Updrs – Unified Parkinson’s disease rating scale ) , fu somministrata ogni quattro mesi per un anno per avere una valutazione longitudinale così da non ottenere risultati casuali bensì stabili , oltre a questo , per maggior sicurezza , le valutazioni mediche si basarono sul tremito , rigidità muscolare e espressione orale ( sintomi oggettivi ) . Il verdetto ? All’interno del gruppo placebo , i pazienti convinti di avere ricevuto il trapianto ( che invece non era stato effettuato ! ) manifestarono un miglioramento di più di quattro punti (!) mentre chi pensava di non averlo ricevuto davvero o a cui fu detto che non era stato possibile manifestò un peggioramento di 2.5 rispetto a prima ! Non è finita , nello stesso modo nel gruppo dei veri impiantati chi pensò di avere subito un inetrvento non risolutore migliorò si ma della metà esatta di chi era certo di essere stato trapiantato !!!
Serve che aggiungiamo altro ? Interessante conferma che dipende tutto dalla psiche che innesta in cervello per la conflittolisi ... Inventandocelo , non avremmo saputo trovare un esempio migliore !
Ricerca 2 : Il laboratorio di psicofisiologìa dell’Università Robert Wood Johnson a Picastaway ( New Jersey ) diretto dal professor Paul Lehrer conduce esperimenti di applicazioni di bio-feedback , ebbene , nell’autunno del 2003 ha voluto tentare di “curare” 22 volontari affetti da asma costretti da anni a inalare quotidinamente medicinali a base di steroidi ( uomini e donne tra i 30 e i 50 anni di età ) . Dopo dieci settiman di biofeedback i volontari hanno ridotto del 30% la dose di medicinali e , rispetto al gruppo di controllo di asmatici non trattati il numero delle crisi è dimezzato ! ( Tutto pubblicato sulla rivista specialistica “Chest” ) . Chi legge questo libro probabilmente sa che una recidiva del conflitto di paura crea la crisi asmatica con contrazione simpatica , ebbene , il biofeedback senza nemmeno che lo sappiano che cosa induce ? Un medico ti dice che potrai stare meglio ...Meno paura . Riduzione di degli spasmi in poche settimane...Continuando a tranquillizzare e magari scoprendo da bravi terapeuti hameriani l’evento primo ...
Ricerca 3 : L’Università di Washington a Seattle diretta dal neuropsigologo Hunter Hoffman conduce da tempo ricerche sul dolore , soprattutto sui grandi ustionati ( terzo grado esteso ) . Il programma di cui si avvale si chiama snow world ( mondo di neve ) ed è stato sviluppato insieme a Paul Allen cofondatore della Microsoft . Egli insomma immerge il paziente ustionato in una realtà virtuale composta da igloo , orsi polari , icebergs , e il paziente può animarli come preferisce attraverso il computer . Risultati ? Su una scala del valutazione soggettiva del dolore ( l’unica possibile , deve essere il soggetto a dirci quanto fa male ) da 0 a 100 ( massimo dolore ) i pazienti manifestano dolore 90 dopo l’iniezioni di antidolorifici morfinici e , dopo una sola seduta in realtà Snow Word la media è di 38 ! In più , a differenza degli analgesici l’effetto non decresce con il tempo ! Ebbene chi comanda ? Sempre la mente che guida il cervello , come abbiamo sostenuto sin dall’inizio di questo libro !
Ricerca 4 : Il professor Guang Yue , fisiologo , lavora presso il centro di riabilitazione della Cleveland clinic Foundation ( Ohio ) , si occupa da anni di registrazione di attività cerebrali e spesso i suoi pazienti sono persone con problemi fisici e post traumatici . Nel Febbraio del 2004 egli ha pubblicato i dati della sua ricerca sulla rivista Neuropsyhologia . Ha trattato uomini e donne tra i 24 e i 35 anni ( ed in una seconda fase che conferma i risultati della prima anche persone over 65 ) , tutti destrimani , suddivisi in tre gruppi , l’esperimento è consistito nell’immaginare ( solo immaginare ) di contrarre il muscolo adduttore del dito mignolo . Che il muscolo non subisse contrazioni era rilevato tramite casco di elettrodi che registrava l’attività cerebrale .
I tre gruupi hanno avuto richieste diverse , il primo è quello del mignolo , poi un gruppo del bicipite ed infine un gruppo di controllo che non doveva fare nè immaginare nulla . Dopo alcune sedute di cinque secondi di immaginazione ogni quindici minuti durate alcune settimane i risultati ottenuti hanno strabiliato i ricercatori : miglioramento della muscolatura del gruppo totalmente passivo – nessuno ; miglioramento del gruppo bicipite immaginato +13.5 % ; miglioramento del gruppo mignolo + 35% !!