|
Fai la pipì e salvi un'opera! |
|
|
|
|
Aberrante la notizia apparsa sui giornali e telegiornali dove il comune di Venezia obbliga, dal mese di febbraio, le persone residenti e non, a pagare per andare ai bagni pubblici. Invece di risolvere il problema dello spreco di denaro pubblico, è stato messo su un vero e proprio business, sfruttando i naturali bisogni fisiologici degli esseri umani. Venduto come messaggio di solidarietà dove la nostra pipì permetterebbe di conservare le opere culturali, è solo un giro d’affari! Il costo varia a seconda del periodo, alta o bassa stagione, dalla residenza e dall’età. Obbligatorio acquistare la wc-card, non è possibile usare le monetine!. Provate a stimare quante card verrebbero vendute, smarrite e riacquistate in un anno, solo dietro alla produzione di quella carta con banda magnetica si crea un giro d’affari non da poco. Attenzione avrete lo sconto del 33% se la acquistate in internet, magari in un portale che permetterà di vendere gli spazi web alla pubblicità di prodotti e creando un altrettanto giro di denaro che riempie le tasche pubbliche e svuota quelle del cittadino. Quale sarà la prossima mossa? Sono aperte le scommesse…
Qui di seguito alcuni link che riportano l’argomento sopra citato
www.ilmessaggero.it
www.gazzettino.it
www.geocities.com
|